Un ‘sacco’ di cultura

TimondadoriTelecom, l’ex monopolista delle tlc, e Mondadori, il primo gruppo editoriale italiano, hanno siglato un accordo per la distribuzione dei libri digitali (e-book) della seconda attraverso la nuova piattaforma “Biblet” della prima. Telecom sta per commercializzare un proprio dispositivo marchiato Tim per la lettura degli e-book, che consentirà la navigazione gratuita in 3G ai propri utenti tra le pagine di Biblet e che consentirà ai clienti della sua libreria di fare acquisti attraverso le proprie sim card: quindi senza bisogno di carte di credito.
Biblet, entro fine 2010, mette a disposizione oltre 1.800 titoli della casa editrice di Segrate in formato e-book: da Italo Calvino a Jane Austen, da Thomas Mann a Gabriel Garcia Marquez a Roberto Saviano a John Grisham. In pratica è possibile acquistare da pc con carta di credito i titoli a cui si è interessati, a un prezzo scontato del 35% rispetto alla versione cartacea, mentre dai reader marchiati Tim si può accedere gratis alla libreria digitale con la connettività 3G e il cliente paga soltanto il prezzo dei libri che acquista.
Checché ne dica Telecom, che sostiene di essere «aperta ad accordi con altri editori», si tratta di condizioni non replicabili da altri operatori intenzionati a distribuire e-book sul canale online: nessuno infatti potrà garantire alla propria clientela di non pagare le spese di connessione mentre sceglie un libro online, o di poter acquistare un e-book addebitando il relativo costo su una sim card, senza bisogno di carta di credito.
In totale silenzio da parte dei media, il sacco dell’editoria di domani — un domani che ormai si può dire presente — è servito: il gigante delle telecomunicazioni e il gruppo editoriale del “solito noto” hanno gettato le basi per spartirsi il nuovo mercato editoriale.
È un fatto gravissimo.
In gioco non ci sono solo — e sarebbe già abbastanza — i 3 miliardi di euro che rappresenteranno in prospettiva il valore del mercato di riferimento (a tanto ammonta attualmente il mercato librario italiano) ma anche e soprattutto la nostra cultura, alla quale rischiamo di poter accedere attraverso un unico casello e seguendo gli svincoli di un unico soggetto: il proprietario di quella che è destinata a diventare la principale (se non unica) e-libreria italiana.

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