Microchip nel corpo e altre meraviglie a cinque stelle

«C’è un piano del “Nuovo Ordine Mondiale” per inserire in tutti gli abitanti del mondo un microchip, e la recente riforma sanitaria di Obama ne è il primo passo, perché prevede l’inserimento di questi microchip per (finti) scopi medici dal 23 marzo 2013 nei cittadini americani. Poi arriverà il turno del resto del pianeta». Questa è la tesi di complotto che sta attualmente girando in Rete.
L’idea di un complotto mondiale per impiantare microchip nelle persone è una vecchia storia di origine religiosa, le cui tracce risalgono ad almeno dieci anni fa: l’impianto del microchip (più specificamente un RFID, simile a quello che si usa per l’identificazione dei cani e dei gatti) sarebbe un marchio della Bestia, cioè di Satana, secondo un’interpretazione della Bibbia che cita il libro dell’Apocalisse, nel quale si parla di un «marchio sulla mano destra o sulla fronte» messo dalla Bestia su «tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi» in modo che «nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio».

Anni fa questa storia prendeva di mira specificamente due marche di RFID impiantabili: Mondex e VeriChip. Lo sbufalamento meticoloso delle asserzioni riguardanti il caso Mondex è qui su Urban Legends e qui su Snopes e si applica pari pari al caso VeriChip. Adesso l’allarme è ritornato alla carica con un aggancio alla riforma sanitaria statunitense, l’Obamacare.
Nella versione corrente, infatti, si “dimostra” la veridicità della tesi citando con precisione un documento governativo statunitense. Siccome nessuno va a controllare le citazioni, l’appello appare credibile. In particolare viene citato il disegno di legge HR3962, approvato nel 2009 e disponibile qui in formato PDF: un malloppone di 1990 pagine nel quale però non c’è nessuna menzione di chip o di RFID. La parola“CHIP” (in maiuscolo) presente nel documento è una sigla che sta per Children’s Health Insurance Program, ossia una copertura assicurativa sanitaria per bambini. Non c’entra nulla con i microchip.
Altre versioni dell’appello citano un ulteriore documento, HR3200, che però è un disegno di legge che non è mai stato approvato, non faceva parte del progetto Obamacare e comunque non parlava di obblighi d’impiantare microchip ma soltanto di istituire un registro nazionale dei dispositivi impiantati (pacemaker, protesi mammarie, etc). I dettagli della questione sono su Snopes.com, che anche spiega da dove abbia origine la fatidica data del 23 marzo 2013: è semplicemente il giorno a partire dal quale entra in funzione il registro in questione, presente anche nel disegno di legge HR3962 approvato.

In sintesi, la tesi dell’imminente microchippatura dell’umanità da parte del Nuovo Ordine Mondiale si basa su un brano della Bibbia interpretato a capocchia e su un disegno di legge che non dice quello che gli si attribuisce — e che comunque non è mai stato approvato —. Questo è il livello di serietà di chi spara queste tesi sul New World Order.

Personalmente, queste storie mi dànno spunti letterari impareggiabili.


Nel 2005 e 2008 sono uscito con due libri, L’Uomo Nuovo e Dossier Templari Graal
, i quali, attraverso l’ironia il primo (ove è peraltro presente un fastasioso e anticipatore “impianto di microchip” nella gente) e serissime dimostrazioni storiche il secondo, fanno impietosa pulizia del cumulo di bufale e di menzogne su cui molta gente si appassiona e si arrovella da sempre, alla ricerca di una verità che i ciarlatani da un lato e i governanti dall’altro sono avvezzi a celare con pari abilità: “facce” su Marte, Priorato di Sion e “stirpe di Gesù e Maddalena”, Rosacroce, “misteri” di Rennes-le-Château, Torri Gemelle “distrutte dagli stessi Americani”, “finto” sbarco sulla Luna, e naturalmente le saghe più celebri da sette secoli a questa parte (Templari e Graal).
Sulle materie esoteriche così care a quei burloni di Massoni ho messo alla prova la credulità delle persone e il funzionamento di quello che ho battezzato Culto del Verosimile con una pagina web, questa. In essa non c’è un briciolo di realtà o quasi: eppure è stabilmente da anni la pagina più visitata — e più linkata (oltre che più scopiazzata) — del mio sito.

È con mia somma sorpresa, dunque, che mi rendo conto che quel Movimento 5 Stelle che ha stravinto le elezioni del febbraio 2013 porta in Parlamento gente che prende molto sul serio tutte queste fesserie.
Ogni refolo di vento cospirazionista che spira nel grande blabla di Internet ha fomentato nel mondo virtuale degli adepti di Grillo e Casaleggio, dei discepoli del cinquestellismo, un concentrato di complottismo sfrenato ad altissima intensità. È il lato cultural-frivolo della Rete, il suo lato debole: il fare da megafono virale alle leggende metropolitane.
La bufala del microchip è balzata agli onori della cronaca italiana grazie all’intervista a un neoeletto grillino 25enne, Paolo Bernini, il quale si dice «molto ispirato» da “Zeitgeist”, una sorta di documentario (in realtà una serie di tre film usciti tra il 2007 e il 2011) che ha avuto negli ultimi anni una discreta diffusione ed è tra i prodotti più di successo nella cultura complottista internazionale.
“Zeitgeist” è una parola composta tedesca che significa “spirito del tempo”, termine che ha una lunga tradizione nella filosofia tedesca ed è stata usata di recente anche per un sacco di cose che non c’entrano nulla con il complottismo.
Il “documentario”, americano, è una insolita e verbosa raccolta “sensazionalistica” di teorie pseudoscientifiche e vagamente paranoiche: pretende di «dire la verità» sui fenomeni religiosi, presentati come «una grande menzogna» attingendo a tutte le panzane più diffuse (tipo la balla del dio egiziano Horus “precursore” di Gesù), si dilunga sul complottismo “classico” come quello sull’11 settembre, si spinge poi a esaminare teorie economiche alternative, cupe previsioni per il futuro e bizzarri progetti utopici per “salvare il mondo”. A tutto questo unisce appelli alla collaborazione tra i popoli e a una “cooperazione mondiale” per cambiare le cose. Non è un concentrato di paranoie e deliri come “Thrive”, altro documentario assai popolare tra lo stesso pubblico: ma è anche decisamente più noioso.
Zeitgeist: The Movie”, il primo della trilogia, è disponibile integralmente su YouTube. È lungo circa due ore: per chi ha la pazienza di sorbirselo, è un bel vedere davvero — immagini ricercate, tono di voce profondo e misterico, montaggio molto new-age…
Oltre alla storia del microchip, uno dei cavalli di battaglia di questa strillante ingenuità di massa è quello delle “scie chimiche”: c’è grande dibattito su chi avrebbe interesse (la CIA, il Mossad, i residui del Kgb, il club Bilderberg, la grande finanza internazionale, le oligarchie bancarie, i poteri forti) a immettere nell’atmosfera nocive sostanze chimiche rilasciate dagli aerei per avvelenare il pianeta.
Nel mondo dei grillini il complotto non è ipotesi, è dogma vero e proprio. Forse perché il primo cospiratore è lui, il Sommo Capo che Federica Salsi, la dissidente cacciata perché aveva osato comparire in televisione senza permesso, ha paragonato al leader di Scientology. Se si scruta nel passato dell’ex comico genovese (e non decenni fa, solo qualche anno), si scopre che il Premio Nobel a Rita Levi Montalcini è stato il «frutto di una macchinazione di una casa farmaceutica», che l’Aids è «un’invenzione legata a “certi interessi”», che perfino il cancro, messo a disposizione dell’establishment oncologico di luminari come Veronesi (che Grillo ribattezzò «Cancronesi»), è un veicolo di menzogne elaborate dentro segrete stanze. Nel favoloso mondo di Grillology nulla è come appare, nei grandi e piccoli eventi mondiali c’è sempre qualcosa “dietro”, occultato nelle tenebre prima che la potenza salvifica dei nuovi partigiani internettiani non getti luce sulle magagne, rendendole trasparenti.
Questi codici culturali si sposano poi perfettamente alla visione  della Storia che ispira l’ideologo Gianroberto Casaleggio, il quale paragona Beppe Grillo a San Francesco: Casaleggio a sua volta autore di una serie di deliri mistico-futuribili alla Zeitgeist, postati su YouTube, del tenore di questo affascinante — quanto improbabile — scenario prossimo venturo dei media poi preso mirabilmente in giro da Crozza.

eraltro il complottismo è una creatura multiforme che colpisce a catena i piccoli come i grandi personaggi. Si passa perciò dal neosenatore (pardon, «cittadino») Pepe del M5S (autore del turpiloquio molto anti-sistema dove si dice che è necessario andare nelle istituzioni per «fare il culo a tutti»), che elogia l’appena scomparso compagno Chávez il quale, da presidente del Venezuela, si trovò ad affermare che «c’è un film sugli americani che sbarcano sulla Luna», aderendo così a uno dei ritornelli preferiti dei complottisti di tutto il mondo: lo sbarco sulla Luna non c’è mai stato, è stata tutta una messinscena degli imperialisti americani dentro un segretissimo set cinematografico. La qual cosa magari è pure realistica (e qualcuno sostiene che vi fu perfino la mano registica dell’immenso Kubrick), visto che gli Americani dovevano in qualche modo recuperare terreno nella corsa allo Spazio sui Russi, che erano stati più svelti a inviare in orbita una sonda prima (Sputnik) e un uomo poi (Gagarin): realistico per il primo sbarco, quello di Armstrong nel luglio 1969. MA LA DECINA DI ALTRI SBARCHI? E quello mancato, con la tragedia sfiorata dell’Apollo 11? Tutti “film”?
Chávez… la cui morte viene considerata essa stessa un complotto da Ahmadinejad, a sua volta uno dei principali divulgatori delle nefandezze del “grande complotto ebraico-sionista” ai danni del mondo.

Non si getta via niente: la filosofia cospirazionista onnicomprensiva non ammette deroghe. Uno dei teorici più ascoltati del grillismo, Serge Latouche, paladino della “decrescita felice” che impazza sul versante del web frequentato dai discepoli del Movimento 5 Stelle, quello dei blog, ha esposto il principio dell’«obsolescenza pianificata», l’occulta e diabolica strategia delle industrie diretta a creare oggetti deteriorabili al fine di indurre all’acquisto di nuove merci, via via sempre più effimere… Il virus complottista entra nel programma, impone scelte politiche. C’è sempre l’idea che una Spectre di malvagi — i “privatizzatori dell’acqua”, i paladini degli inceneritori, gli artefici dell’Alta Velocità che violenta la placida tranquillità delle verdi vallate — cospiri a far del male al mondo e ai suoi ignari cittadini. Per adesso la Spectre si limita a impiantare microchip sotto la pelle degli Americani, ma in futuro chissà. D’altro canto nel blog di Grillo c’è chi non esclude che un’invasione degli alieni sia già avvenuta senza che il mondo se ne accorgesse.

Nessun problema, intendiamoci: credano a chi (e a cosa) vogliono. Il punto però è che 163 di queste persone sono appena entrate in Parlamento: il ponte di comando di un intero Paese afflitto da problemi reali e serissimi, non dal signoraggio o dalle scie schimiche o dalla questione della presenza di “facce” sulla superficie di Marte.

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