Made in Italy, il lungo addio

Lo scempio industriale dell’Italia cominciato già a fine Anni ’80, con il tragico percorso del glorioso Made in Italy che finisce divorato poco alla volta come la carne di Prometeo, per colpa della irrisolta debolezza del capitalismo italiano: chiuso, povero di risorse e spesso anche di idee. Il capitalismo asfittico di quelli che un tempo si definivano i “salotti buoni”, che ha perso troppe sfide industriali, dalla chimica alla siderurgia, dall’informatica all’alimentare alle telecomunicazioni. Complice la storica debolezza della Politica.

2014
Indesit. Luglio: la storica azienda marchigiana di elettrodomestici passa agli Americani. Gruppo Merloni vende a Whirlpool il 60% delle azioni per 758 milioni.
Pasta di Gragnano. L’antico Pastificio Lucio Garofalo cede il 52% del capitale a Ebro Foods, la potente spagnola dell’agroalimentare, per 52mio.

2013
Loro Piana. Ora in mano francese, LVMH.
Pomellato. Non solo Lvmh: il colosso transalpino del lusso Kering, già proprietario in Italia di Gucci (dal 1999) e Bottega Veneta, prende la quota di maggioranza della nota azienda di gioielli.
Pernigotti. I cioccolatini finiscono ai turchi di Sanset (famiglia Toksoz).
Dada. Uno dei content provider pionieri del web, leader internazionale nei servizi professionali digitali, viene ceduto da RCS all’egiziano Sawiris, Orascom Tmt Investments.
Chianti classico. Per la prima volta un imprenditore cinese ha acquistato una azienda agricola del Gallo Nero.
Riso Scotti. Il 25% è stato acquisito dalla società alla multinazionale spagnola Ebro Foods.

2012
Valentino. Il famoso brand di alta moda passa nelle mani di Mayhoola, Qatar.
Lumberjack. L’azienda di Verona che produce scarpe casual e sportive è finita nel portafoglio della società turca Ziylan.
Ducati. Acquisita da Audi/Volkswagen, tedesca.
Pelati AR – Antonino Russo. I pomodori pelati del gruppo, primo produttore italiano, venduti alla società anglo-giapponese Princes, controllata dalla Mitsubishi.
Star. Passata al 75% nelle mani spagnole del gruppo agroalimentare di Barcellona Gallina Blanca.
Eskigel. Produce gelati in vaschetta per la grande distribuzione — Panorama, Pam, Carrefour, Auchan, Conad, Coop —. Ceduta agli inglesi con azioni in pegno a un pool di banche.

2011
Bulgari. Acquisita da LVMH.
COIN. Comprata dagli inglesi di BC Partners.
Rinascente. Passata ai thailandesi di Central Retail Corp.
Ferrè. Il brand dello stilista Gianfranco, morto nel 2007, è acquistato dai francesi di Paris Group.
Parmalat. Acquisita dalla francese Lactalis.
Gancia. Acquisita al 70% dall’oligarca russo Rustam Tariko.
Fiorucci salumi. Acquisita dalla spagnola Campofrio Food Holding.
Eridania. La società dello zucchero ha ceduto il 49% al gruppo francese Cristalalco.

2010
Findus, surgelati. Acquisita da Birds Eye Iglo Group, inglese.
Boschetti alimentare. Cessione alla francese Financière Lubersac, che detiene il 95%.
Ferrari Giovanni Industria Casearia. Ceduto il 27% alla francese Bongrain Europe.

2009
Delverde. La società della pasta è divenuta di proprietà della spagnola Molinos Delplata che fa parte del gruppo argentino Molinos Rio de la Plata.

2008
Bertolli. Venduta a Unilever, poi acquisita dal gruppo spagnolo Sos.
Rigamonti salumificio. Ddivenuta di proprietà dei brasiliani attraverso la società olandese Hitaholb international.
Orzo Bimbo. Acquisita da Nutrition&Santè del gruppo Novartis.
Italpizza. Ceduta all’inglese Bakkavor Acquisitions Limited.

2007
Cariparma, Friuladria, Banca Intesa (202 sportelli). Acquisite dai francesi di Credit Agricole.
Fastweb. Acquisita dagli svizzeri di Swisscom.
Omnitel. Acquisita dagli inglesi di Vodafone.

2006
BNL. Banca acquisita dai francesi di BNP Paribas.
Antonveneta. Altra banca italiana in mani straniere: agli olandesi di ABN/Amro.
Galbani. Acquisita dalla francese Lactalis.
Olio Carapelli. Acquisita dal gruppo spagnolo Sos.
Olio Sasso. Acquisita dal gruppo spagnolo Sos.
Fattorie Scaldasole. Venduta a Heinz, poi acquisita dalla francese Andros.
Gardaland. Acquisita da Blackstone, americana.

2005
RAS assicurazioni. Acquisita da Allianz (Germania).
Lucchini. Acquisita dalla russa Severstal.
Mellin. Acquisita dagli olandesi di Numico.
Fiorucci. Gruppo di moda acquisito dagli americani di Vestar Capital.
Wind. Gruppo telco ceduto da ENEL all’egiziano Naguib Sawiris (e poi da questo a una società russa).

2003
Birra Peroni. Acquisita dall’azienda sudafricana Sabmiller.
Invernizzi, latticini e formaggi. Acquisita dalla francese Lactalis, dopo che nel 1985 era passata alla Kraft.
Fila. Marchio sportivo passato in mani statunitensi (SportBrand International, Fondo Cerberus).

2002
Ferretti. Passata a Impe Lux/Permira, Gran Bretagna.
UniEuro. Acquisita da Dixons, Gran Bretagna.

2000
Supermercati GS. Carrefour, francese, secondo gruppo mondiale della grande distribuzione, acquisisce il 100% del trader italiano.

1998
Locatelli, latticini e formaggi. Venduta a Nestlè, poi acquisita dalla francese Lactalis.
San Pellegrino, gruppo acque minerali (detiene anche marchio Levissima). Acquisita dalla svizzera Nestlè.

1995
Stock liquori. Venduta alla tedesca Eckes a.G., poi acquisita dagli americani della Oaktree Capital Management.

1993
Antica Gelateria del Corso. Acquisita dalla svizzera Nestlè.

1988
Buitoni. Acquisita dalla svizzera Nestlè.
Perugina. Acquisita dalla svizzera Nestlè.

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